19.1.06

 

Vecchi froci / 1

* Sms da T. : non sarà venuto il momento degli aggiornamenti?
* Ah il vecchio frocio tuo coetaneo ma col quale avevi di fatto rotto i rapporti dopo una serie di scontri che niente altro significavano che tu non lo sopporti.
* Posto che lui è insopportabile, hai ragione.
* Non vi tollerate - a mio modestissimo parere - perché ognuno di voi si rispecchia nell'altro e ciò che vede non gli piace.
* Può piacere quella caricatura di frocia dolcegabbanesca, col naso rifatto, i golf sempre in piega perfetta, pieno di soldi e incapace di vedere al di là del suo resecato naso borghese?
* Prova a fare lo stesso esercizio su te stesso.
* Può sopportare lui un coetaneo che ai suoi occhi ha avuto la furbizia di sposarsi, fare dei figli e poi prendersi comunque il suo piece of cake di vita gay senza pagare il dazio della solitudine e della privazione del piacere riproduttivo?
* Niente altro?
* In quanto a modalità siamo due emisferi opposti.
* Chi se ne frega delle modalità. Alcuni post fa avevi fatto un discorso interessante sui medesimi destini amorosi.
* Sì, avevo criticato molto il suo acconciarsi a una relazione di solo affetto dopo che il tentativo con l'amico americano era andato male,e dopo l'amore infelice con un cantante. Figurarsi, quello, mentre lui gira il mondo per lavoro, si fa le meglio cose per locali gay.
* E tu gli consigliavi di scatenare un inferno e rompere.
* Non mi pareva una situazione accettabile. Certo adesso sono io ad avere una situazione fondata sull'affetto.
* Come vedi, si trattava di allontanarsi da una immagine di sè.
* E' vero che io non ho tollerato - e non tollero - i suoi tentativi di egemonia intellettuale, così come non tollero questo suo atteggiamento da educatore con i suoi amanti giovani.
* Perché, non ha mai fatto sermoni ai tuoi?
* Ostia se li faccio, ma l'idea di definire così una propria superiorità sull'altro che è giovane ma incolto e bisogna dirglielo, è davvero insopportabile. Poi c'è questa idea della cultura proprio come numero di libri letti, come citazioni. Una cosa che più piccolo borghese non si potrebbe.
* Ora ti ha chiesto di rivederti.
* Vuole intrigarsi ed è anche uno che porta sfiga.
* Nahhh. Non usa più.
* La sfiga? Ma non lo vedi come invidia? Mi invidiava R: lasciato. Mi invidiava N: lasciato. Devo presentargli anche W? Manco morto.
* Non è che perché lo troverebbe simile al suo amico?
* Il suo amico è un ebete.
* E se fosse una condizione oggettiva quella del vecchio frocio deluso che non riesce più ad amare neanche quando è riamato? Voglio dire, e se fosse proprio un dato?
* Se ne può parlare

16.1.06

 

Thanksgiving

* Sono sceso al bar durante questa domenica in albergo passata a parecchi chilometri da casa. In un angolo c'era una donna che mangiava e parlava di lavoro, di domenica, al cellulare. Mi è arrivato addosso una ventata di freddo. La sua solitudine ha destato la mia che dormiva da qualche parte.
* E cosa è successo? In queste occasioni di solito hai delle crisi d'ansia molto forti
* Mi stava arrivando addossi infatti. Ma ho subito evocato un patronum.
* Un cosaaa??
* Un patronum, come fa Harry Potter nel quarto volume. Glielo insegna Sirius e non è nient'altro che la narrazione favolistica di una operazione della mente che tutti compiamo quando siamo in difficoltà estrema, creare una figura - persona, animale, situazione, ricordo o fantasia - che possa difenderti dall'aggressione del male.
* E il tuo patronum qual era?
* Era W. Che mi sta vicino senza chiedermi niente, accettando le mie paturnie, e che io non riesco a ricambiare della stessa intensità di sentimento. Sono risalito in camera per richiamarlo e dirgli che gli ero grato, perché mi salvava dal male peggiore che io conosca, la solitudine, e che per questo volevo che restasse vicino. Poi ho guardato l'orologio e mi sono reso conto che si era fatto tardi.


13.1.06

 

Pregresso

- Uno si dice sempre: ne sono fuori. Ma poi non si riesce mai a valutare quanta spazzatura del dolore precedente ti porti dietro.
- Secondo me ne sei carico. Altrimenti come si spiega la follia del rassegnarsi di cui sei preda?
- Io non sto rassegnandomi. Sto solo prendendo cio' che il presente mi da' e il presente mi da' una persona innamorata di me.
- Che legge questo blog. Quindi io, che sono il cattivo della situazione, mi autocondanno al silenzio.

12.1.06

 

Il destino degli altri

* Avevi preso così male la reazione del tuo coetaneo di scrivere dopo il dolore amoroso
* C'era anche dell'altro. Non stimavo il suo acconciarsi, dopo lo schianto dell'amore perso, a un rapporto di grande affetto con una persona diversa.
* E ora?
* E ora mi tocca seguire nello stesso solco. Ci vorrebbe sempre prudenza nel dissociarsi dal destino degli altri.

9.1.06

 

Invitami un'altra volta al festival, sputami ancora in un orecchio

* Non voglio rinunciare a scrivere qui.
* Esiste un problema di riconoscibilità di se stessi da parte dei citati nella tua descrizione. Tu stesso ti sei sentito violato quando il tuo amico scrisse un romanzo in cui, "in disguise", tu eri ampiamente riportato ed eri, ma per te solo, identificabilissimo.
* Non negherò l'esistenza del problema. Ma a me poter pensare in pubblico, anche se poi il pubblico non c'è o è molto ridotto, aiuta.
* Aiuta anche quello che si copierà le cose decenti dette e scritte per qualche suo saggio.
* Già successo in vita mia, e chi se ne frega?
* N è ormai scomparso.
* Non è scomparso il pensiero di lui. E' come se l'incidente di Natale avesse tagliato gli ultimi fili che ci univano. Ora non risponde agli sms, del resto io ne ho mandati due soli. Ma mi sto chiedendo quale posto dargli, trasfigurato, nella mia vita, come sublimarlo per non perderlo.
* Non capisco e secondo me quello che hai appena scritto non si capisce in assoluto.
* Intendo: questa persona non c'è più. Ma poiché ciò che la persona è stata per noi è nostra creazione, dev'esserci un modo per consentire a ciò che si provava di sopravvivere alla scomparsa della persona per la quale quelle cose erano sentite e, in fin dei conti, create da noi.
* Un'operazione difficile e vaga.
* Vaga ma tentabile e onesta, non faccio del male a nessuno, non tolgo niente a nessuno facendola, cerco solo di non privarmi io della ricchezza che lui mi ha dato.
* Fai un esempio di come potrebbe essere questa cosa.
* Per ora ho fatto mia la sua affabulazione, il capovolgimento dei nomi, dei concetti, delle cose, giocando con le parole. Tento di tenere con me gli N-emi che a me piacevano tanto.
* Se dovesse leggere queste cose, proverebbe compassione per te, lo sai?
* E' un uomo incapace, in senso positivo, di compassione. Io del resto non ne chiedo. Ho accettato fino nel mio midollo la fine della nostra storia, ma questo non ha fermato il dolore. Sto perfino cercando di "rifarmi una vita". E in quanto a lui, solo cercando di non dimenticare.
* Soffrirai per questo.
* Io soffro. E questa è solo un'altra via d'uscita.

4.1.06

 

Il tuo anniversario con lui

* Mi ricordo gli anniversari degli altri. Mi pare comunque un modo per conservarli nel cuore.
* Quali altri e quali anniversari?
* Oggi è il compleanno di R. Domani è l'anniversario del "matrimonio" di N con il suo amico.
* Cioè anniversari degli altri anche nel senso delle loro relazioni con altri? Cos'è voyerismo, perversione...? Vivi la vita degli altri?
* E se fosse desiderio di tenerli con sé, anche nella loro incancellabile diversità e alterità?
* Te lo concedo.
* Ecco, bravo, concedilo.

3.1.06

 

Voluntas

* Certo ricevere "auguri di cuore" a capodanno è un segno inconfondibile di fine della faccenda.
* Dobbiamo ancora occuparcene?
* E' il tuo cuore che ne viene ciclicamente occupato.
* Sì e nemmeno riesce a far capire ai newcomer che cosa significa avere a che fare con il dolore precedente. Quelli si nascondono dietro la volontà, dico la volontà? Ma siano tornati al cineforum del 1969?
* Quando non c'era l'aborto e le donne compravano la pillola di nascosto, quella che c'era, con finte prescrizioni per malattie inesistenti.
* E tu ti senti parlare della volontà.
* Il cattocomunismo gayo....
* Una piaga.
* Tornerei un attimo al punto.
* Non voglio tornarci: in quella stanza c'e' solo dolore.
* E allora cosa racconti qui?
* Perché, c'è solo il dolore da raccontare?
* Non mi diventerai ottimista e di sinistra anche tu?
* Piuttosto morto

28.12.05

 

In quel fango

* Non scrivi più qui?
* Al contrario. Ho più che mai bisogno di un punto di elaborazione. Proprio nel senso dell'elaborazione di un dolore.
* Ma non ti rivolgi più a N...
* E come faccio? L'episodio del parco mi ha spezzato. Il suo sguardo assente, la sua bocca immobile durante il bacio che ho estorto, sono tutte pietre che mi pesano addosso, come un coperchio che non mi permette più di rivolgermi a lui. E poi il luogo, la coincidenza dei "tradimenti". In fin dei conti avrà pure voluto incontrarmi, ma era là per fare le piccole cose che si fanno in quesi posti, la sua vita di sempre, quella che io ho sempre sentito come il fango che impediva alla nostra storia di decollare, anche più della presenza di un compagno stabile.
* Il fango, immagine di stagione ma anche di orrore. Sessuofobico?
* No comment.
* Come si fa ad andare oltre lui?
* Quando parliamo dei mutamenti che vogliamo produrre nella nostra vita, pensiamo sempre ai verbi che esprimono movimento o azione: andare, superare, liberarsi. Secondo me è venuto il momento di dirsi che non si va da nessuna parte. Si resta lì. In attesa del cambiamento, che forse è solo la polvere del tempo sui ricordi e sul dolore.
* Il tuo amico WGM ti ha telefonato per dirti che si preoccupava, dopo l'immagine del barile di aringhe pieno di dolore.
* WGM è un amico. Un amico giovane, ma che riesce a mettere un ponte sopra gli anni. E' piu' saggio della sua età. Ed è una delle poche ricchezze rimaste.
* N diceva che l'amicizia non esiste, che ci sono solo rapporti di interesse.
* E l'interesse di non morire di solitudine non è un interesse? O ci sono solo i soldi e il sesso?

26.12.05

 

Colloquio di licenziamento

* Racconta, racconta bene ché questa mi pare ai limiti della magia nera
* Vigilia di Natale, vado a mangiare dai parenti. Giornata gonfia di pioggia, attraverso, volutamente, il parco dove c'è sempre un battuage intenso di sposati e stravelati che cercano uomini fra una commissione e l'altra per la moglie. E' un posto che avevo mostrato a N, e lui mi aveva detto: mi sembra il tipico posto per svuotarsi i coglioni.
* Ci sei passato?
* Lo faccio, quando sono in questo stato d'animo.... ma non siamo qui per giustificarci, queste sono cose che si fanno. Entro, in auto, e dopo un po' vedo una macchina che appena mi vede inchioda.
Inverto la marcia e l'avvicino, scopro che e' la targa della sua auto, di N, è lui.
* Ma non viveva lontano?
* Ha parenti nella mia città anche lui. Era appena arrivato, mi dice, e andando a casa ci era entrato: è la seconda volta che ci vengo, mi fa, e devo capire che ha scopato la' e altrove, anche mentre stava con me.
* Scusa, non gli hai spaccato la faccia?
* Ma che dici? Mi sono vergognato per prima cosa.
* Vergognato di che?
* Di essere la' , ero stato scoperto da lui, la mia "recita" di amante travolta dal dolore della perdita si perdeva in una vialetto urbano di battuage.
* C'era anche lui là e non per la prima volta
* E infatti il secondo sentimento è stata la gelosia.
* E il terzo?
* Il terzo è una cosa complicata ed è il suo, di N, capolavoro. Mi fa: "Ero preparato a incontrarti", come per dire, sapevo che eri qui ma anche: sono venuto a cercarti. Ma aveva un'espressione stravolta, imbarazzata, ma soprattutto assente. Lui dal 22 novembre non è piu' dove sono io.
* Angeli nel fango
* Ho sperato di averlo ritrovato, l'ho baciato a lungo mentre gli altri frequentatori ci guardavano, ma nella sua bocca c'era la passività del violentato. Non mi voleva. Ho fatto un comizio di tutte le mie ragioni, proponendogli di tornare insieme, a qualsiasi costo per me, anche il piu' alto.
* L'euforia è sbollita subito.
* Ci eravamo detti che ci saremmo visti oggi, ma ha avuto cura di tacere per due giorni. Ieri gli mando uno sms: "Questo silenzio significa che non vuoi vedermi?" Risposta: avrebbe senso vederci solo per rimettersi insieme, ma io non voglio tornare sui miei passi.
* Cioè lui è venuto a dirtelo, di persona.
* Meglio lo ha fatto sucedere nella natura.
* Eh?
* Mentre eravamo la' è sprofondata un'auto nel fango, son venuti i pompieri per tirarla fuori, ma quella affondava. Lui mi ha detto, alludendo ad altre cose simili del passato: lo vedi cosa siamo capaci di far succedere noi due insieme? Disastri"
* E tu?
* Io devo riconoscere che ha ancora vinto lui. Quell'incontro e il rifiuto successivo per me sono stati come una chrirurigia che lui è venuto a completare, un'amputazione che finalmente sento anche mia. Qualcosa mi si e' rotto dentro, il filo che io solo tenevo teso si e' spezzato.
* Opera sua?
* Di chi se no? Ma non posso odiarlo. E' un genio che ha attraversato la mia vita e ora mi abbandona. Questa sua capacità di produrre per me una realtà romanzesca, auto che sprofondano mentre siamo entrambi la' per una pompa e ci si incontra per caso e dalle pompe si passa ai pompieri.
* Un genio che va a battere.
* Tutti vanno a battere
* Ora come stai?
* Non ho dormito, tornero' al parco. Ma il dolore si somma al dolore, ormai mi sento un bidone di dolori diversi che si sono stratificati come aringhe pressate in un barile.
* L'aringa del dolore.
* Ci vorrebbe un anestetico, o il sonno, ma io ormai non dormo più.

23.12.05

 

Buon Natale, amore mio

* R nel suo blog non smette di insultarti.
* L'ho chiamato e gli ho chiesto, l'ho pregato di lasciarmi in pace.
* Risposta?
* Ha messo giu' il telefono.
* Perché non riproduci qui quello che ha scritto, cosi' si vede che razza di imbecille delirante è?
* Perché sarebbe un gesto equivalente al suo, comunicare con l'allusione che solo pochi capiscono, ma in un canale pubblico. E poi perché oggi, 23 dicembre, ho in mente una sola frase da scrivere qui sopra, quella che conta di piu' nel mio cuore.
* Sarebbe?
* Buon Natale, amore mio. Non ti dimenticherò.
* Questa è per N?
* E per chi altro, se non per il mio "eroe borghese"?

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